TROPPO TARDI PER LA SAMBA?
Un Milan concreto, deciso, sfavillante, annienta la Reggina di Orlandi vincendo 5-1 nella 34^ giornata di campionato. Siamo contenti, anzi, siamo ancora estasiati dallo spettacolo fornitoci oggi da Kakà e C., ma abbiamo allo stesso tempo la consapevolezza che questi tre punti tra qualche giorno potrebbero essere vani, perché come al solito la Fiorentina ci ha imitati, vincendo per 1-0 nell’anticipo di sabato contro il Palermo. Se dal punto di vista del gioco possiamo gioire, su un piano più generale, possiamo farlo soltanto a metà, perché il Milan ha dimostrato (laddove ce ne fosse bisogno) di non meritare affatto la posizione che occupa, giocando una gara pressoché perfetta, dominando un avversario decisamente inferiore. Una grande partita carica di rimpianti e di fantasmi, empolesi, parmensi, catanesi, bergamaschi, romani, che tornano impietosi a rammentarci le tante, troppe occasioni mancate, grazie alle quali rischiamo di restare fuori dalla Champions.
La gara comincia subito bene per il Milan: dopo appena dieci minuti di gioco Kakà parte sulla trequarti, entra in area di rigore e viene sgambettato da Modesto, rigore ineccepibile, e Milan in vantaggio con lo stesso Kakà che spiazza Campagnolo. I padroni di casa controllano la situazione, andando vicini al raddoppio con Inzaghi e Brocchi. Passano venticinque minuti, Seedorf lascia sul posto Vigiani che lo ostacola fallosamente: per l’attento Farina è rigore, dal dischetto va ancora il bambino d’oro, che cambia l’angolo ma non l’efficacia e spiazza Campagnolo per il 2-0.
Il gol del raddoppio anziché stordire i calabresi, li rianima, e gli uomini di Orlandi cominciano ad affacciarsi dalle parti di Kalac, senza creare grossi problemi, almeno fino al 40’, quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo la palla arriva a Barreto, che lascia partire un destro fulminante per il portierone australiano: 2-1 alla fine del primo tempo.
Nella ripresa è ancora il Milan a dettare legge, con Kakà versione extraterreste che fa di tutto per mandare in gol i compagni, poi decide che è ora di fare sul serio, e al 68’ un cross di Cafu sorvola tutta l’area di rigore, terminando proprio sui piedi del brasiliano, che controlla e infila per la terza volta l’incolpevole e leale Campagnolo.
La Reggina recrimina per un fallo di mano di Kaladze su colpo di testa di Brienza, e ha ragione. Ma la gara va avanti: Pato rileva un ottimo Seedorf entrando subito nel vivo del gioco. Pirlo lo serve in area di rigore: controllo e tiro di sinistro con palla che si infrange sul palo, per poi terminare sui piedi di Inzaghi, il cui nome non poteva certo mancare sul tabellone di S.Siro: 4-1 a quindici minuti dal termine. All’88’ il neo entrato Gourcuff sforna un cross al bacio per Pato, che di testa fa 5-1. Partita chiusa.